News: 30 anni da Italia Brasile al Sarria
(Categoria: Attualità)
Inviato da Max
giovedì 05 luglio 2012 - 08:38 42


Si sono da poco spenti i riflettori sui campionati Europei di calcio che hanno riavvicinato molti tifosi alla nazionale azzurra e oggi, 5 luglio ricorre il trentesimo anniversario di Italia Brasile dei mondiali spagnoli del 1982. Chi ha avuto la fortuna di vivere un'esperienza entusiasmante come quella di Espana 82 ricorda con più affetto quella partita che non la finale contro la Germania.



Il 5 luglio del 1982 era torrido, come le giornate attuali, anche se ci dicono ogni estate che fa sempre più caldo, alle 5 del pomeriggio come si era più soliti indicare le 17, il paese si fermò. I negozi abbassarono le saracinesche, anche gli stabilimenti FIAT concessero una pausa per permettere a tutti di vedere la partita. Qualcosa di elettrizzante era nell'aria, infatti, a trent'anni di distanza da quella sfida, era impensabile di riuscire a battere il miglior Brasile dopo il 1970, eppure gli Azzurri dovevano vincere per forza per accedere alle semifinali, a causa di una rete che i giallo oro sudamericani avevano realizzato in più nella sfida ai campioni del mondo uscenti dell'Argentina, guidata per la prima volta nella kermesse mondiale da Diego Armando Maradona. Italia-Argentina finì 2-1, mentre Brasile-Argentina terminò con il punteggio di 3-1, quindi quella rete obbligava i ragazzi di mister Bearzot a vincere la partita. Nessuno lo pensava ma tutti ci credevano e in quell'ora e tre quarti, 56 milioni di italiani spinsero la nazionale di calcio a compiere un'impresa storica, eroica. Dopo soli 5 minuti di gioco, Paolo Rossi (Juventus), realizzò la rete dell'1-0 con un abile colpo di testa su cross di Antonio Cabrini (Juventus), in Italia, la gente sudata e sofferente davanti al televisore iniziò a pregustare il pomeriggio di gloria ma dopo una manciata di minuti, il compianto Socrates, dopo una triangolazione con Zico pareggiò, riportando momentaneamente la qualificazione dalla parte brasiliana. Al 25', mentre la difesa brasiliana cercava di reimpostare l'azione, un errore di Leo Junior, permise a Paolo Rossi di inserirsi tra le maglie dei difensori e dopo un rapido controllo, giunto al limite del'area di rigore, con un potente destro realizzò la rete del 2-1, tra tutte le reti realizzate da Rossi questa probabilmente è la meno caratteristica del suo repertorio di rapinatore d'area di rigore. 2-1 e qualificazione di nuovo all'Italia. Il primo tempo si chiude con gli Azzurri in vantaggio. Nel secondo tempo, Zico, Eder, Socrates e Falcao cercano di imporre il loro gioco ma l'Italia non ci sta e ad ogni tentativo di affondo brasiliano, Gentile, Cabrini, Scirea e Tardelli, pongono rimedio e quando non riescono a farlo loro, Dino Zoff tra i pali è una certezza nonostante i 40 anni. Sull'unico svarione difensivo azzurro, il romanista Falcao, rimette in parità la partita, il suo goal è un tiro imparabile che si insacca quasi all'incrocio dei pali. L'esultanza dei brasiliani lascia trasparire la loro preoccupazione per una qualificazione che gli stava sfuggendo ma vederli esultare per la rete del pareggio, dopo che nei gironi precedenti alla sfida tutti i carioca si erano dichiarati non interessati al pareggio nonostante il risultato avesse regalato loro la qualificazione. L'Italia ci riprova e al 75' sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Paolo Rossi, devìa in rete una tiro di Marco Tardelli (Juventus) realizzando la rete del 3-2, l'Italia incredula esulta e a molti torna alla mente la partita di 12 anni prima a Città del Messico contro la Germania terminata 4-3. Le emozioni però non sono ancora finite, il Brasile attacca, in contropiede Antognoni realizza la rete del 4-2, le immagini tv dimostrano che il goal è validissimo, ma il bravissimo arbitro Israeliano Klein annulla per una segnalazione di fuorigioco, all'ultimo minuto, uno dei brasiliani meno conosciuti al grande pubblico, Paulo Isidoro, colpisce di testa un pallone che Dino Zoff (Juventus) bloccherà a terra sulla linea di porta, i brasiliani alzano le braccia nell'ultimo vano tentativo di ottenere una qualificazione alle semifinali, ma la palla non è entrata e lo si vede benissimo da ogni angolazione. I minuti sembravano ore, non passavano mai e quando su un rilancio di Zoff, l'arbitro dichiarò concluso l'incontro, l'esultanza dei giocatori al Sarria di Barcellona si trasferì nelle strade di ogni città e di ogni paese d'Italia, dopo Italia Brasile del 1982 i caroselli di auto per le strade divennero il rituale di festeggiamento più diffuso. Durante quella partita, ebbe inizio il fenomeno di Pablito, Paolo Rossi, rimasto a secco nel tabellino dei marcatori nella prima 4 partite del mondiale si scatenò e in sole tre sfide, Brasile, Polonia in semifinale e Germania in finale, riuscì a conquistare il titolo di capocannoniere della manifestazione, un titolo che gli permise di conquistare anche il Pallone d'oro. Sono passati 30 anni da quella sfida ma negli occhi di chi l'ha vissuta, Italia-Brasile=3-2 sarà sempre giocata ieri, perchè ogni azione, ogni goal e ogni parola di Nando Martellini sono incise nella memoria storica solettiva di una paese che ha scoperto in quel periodo di 30 anni fa una gioia mai provata prima di allora. 



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