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News: Di Pogba e delle plusvalenze (una volta per tutte) - parte seconda
(Categoria: Mercato)
Inviato da ossimoroju29ro
domenica 05 giugno 2016 - 13:47 33


Il bilancio 2001/02 registrò un incremento del monte ingaggi, che passò dai 100,46 ml l € del 2000/01 a 136,69 ml €, e gli ammortamenti aumentarono da 37,70 a 69,16 ml €: mal contato, un incremento dei costi di gestione del 50%.  



Nel 2001/02, grazie ai 116,210 ml di ricavi straordinari derivanti dalla vendita di Zidane e Inzaghi (oggi sarebbe Pogba), il risultato operativo rimase positivo per +20,79 ml, ma già dall’anno seguente, stagione 2002/03, privato di quella plusvalenza una tantum, il bilancio segnò -30,30 ml €; nel 2003/04 -27,56; nel 2004/05 -2,74 e, per finire, nel 2005/06 segnò -37,79 ml €. 
 
Calciopoli mise fine a quella squadra e quindi non sappiamo cosa sarebbe successo poi; tuttavia, considerando che già allora l’imperativo era l’auto finanziamento, è lecito attendersi che Moggi e Giraudo avrebbero dovuto: 
 
A) procedere a un taglio drastico dei costi (leggi: vendere i giocatori più costosi) per riportare il bilancio in equilibrio; oppure 
B) continuare a sostenere il bilancio, alimentandolo con continue plusvalenze straordinarie (leggi: vendere i giocatori più promettenti sostituendoli con giovani promesse a basso costo).
 
Ora. Il bilancio della Juventus 2015/16 chiuderà in leggera perdita (mentre quello di allora chiudeva in positivo da anni), quindi non possiamo pensare di incrementare ulteriormente il livello dei costi, pena il grave deterioramento del conto economico. Inoltre, i vincoli del FFP non lo consentirebbero comunque, pena sanzioni quali il blocco del mercato o addirittura l’esclusione dalle coppe europee, perciò, le strategie A) o dovranno essere attuate molto presto.
 
Vediamo la strategia A).
 
In buona sostanza, si potrebbe pensare di puntare a vincere la Champions League nei prossimi due anni e procedere poi a un drastico taglio dei costi. Tra due anni, però, il problema sarebbe vendere dei calciatori affermati, con alto ingaggio e costosi cartellini non ancora ammortizzati: una bella rogna. 
 
Sapete chi ha attuato fino in fondo questa strategia e si è trovato poi a gestire la rogna? L’Inter. Nel 2009 vendette Ibrahimovic al Barcellona e grazie a quella plusvalenza comprò Eto’o, Sneijder, Lucio, Milito e T. Motta: vinse la Champions e negli anni seguenti cercò di ristrutturare la squadra, riportando i costi entro livelli sostenibili e mantenendosi al contempo competitiva. Non pare sia andata a finire benissimo, proprio perché vendere dei campioni che hai preso già affermati, con ingaggi importanti e cartellini costosi, senza contabilizzare importanti minusvalenze, non è per nulla facile.
 
L’alternativa è pagare fino al termine i costosi ed insostenibili ingaggi a cui quei contratti ti vincolano, con tutte le conseguenze del caso. Inoltre l’Inter, quando vinse la Champions, aveva lo stesso monte ingaggi del Barcellona (superiore di ben 42 ml a quello del Real Madrid): oggi, pur incrementandolo, la Juve non potrebbe comunque raggiungere quei livelli. Considerando quindi che il contesto competitivo internazionale non è lo stesso di 7 anni fa, e che il rischio di non vincere la Champions sarebbe molto più alto di allora, vale la pena?
 
In fondo, la Juve di Moggi non riuscì comunque a imporsi in Europa, proprio perché quella competizione ha delle caratteristiche di estrema aleatorietà. E anche l’Inter vinse con una notevole dose di fortuna in molti episodi decisivi (per non dire altro), e la fortuna non la puoi certo programmare. Insomma, il gioco vale la candela? Io dico di no.
 
L’alternativa è invece quella che sta portando avanti la Roma. Finora Sabatini è riuscito a comprare a poco e rivendere a tanto, anno su anno, sostenendo grazie alle plusvalenze un livello di costi altrimenti improponibile per quel bilancio. Ma gli ammortamenti intanto aumentano e i giocatori su cui realizzare plusvalenze sono sempre meno… quanto durerà ancora, prima di dover ristrutturare profondamente la rosa? Quanto ci vorrà perché ad essere venduti siano i big? 
 
Quando succederà (perché prima o poi succede per forza) che gli acquisti non sostituiranno degnamente i partenti, con tutto quello che ne consegue? La dirigenza della Roma dovrà fare un capolavoro sportivo, quando arriverà il momento del redde rationem.
 
Sicuramente (adesso sembra ci sia stata una retromarcia: pare le abbia ritirate o che non siano state accettate dal club ndr) non sarà Sabatini, vero deus ex machina di questa strategia, a realizzare quel difficile capolavoro, perché ha già rassegnato le dimissioni con decorrenza 30 giugno prossimo. Per certi versi, il Milan si è trovato a dover gestire quel momento critico, quando procedette alla vendita di Ibra e Thiago Silva: non pare sia andata a finire benissimo neanche in questo caso…Di nuovo vi chiedo: siete sicuri di voler vedere la Juve trasformata in un plusvalenzificio, di prendervi tutti i rischi di cui sopra, senza comunque alcuna garanzia di successo europeo, mettendo a repentaglio la supremazia sportiva conquistata in Italia?
 
Per quanto mi riguarda, la risposta è “no”.E perciò “non si vende Pogba” (coro).
 
 
Post apparso in data 17 maggio 2016 sul sito juveatrestelle.it 



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