News: Il ruggito di Leonetti...un ruggito roboante...
(Categoria: Il ruggito di Leonetti)
Inviato da Direttivo
sabato 01 novembre 2014 - 07:22 05


Per soddisfare la grandissima richiesta dello sconfinato numero di lettori che a gran voce invocano i suoi articoli, qui di seguito riportiamo uno scitto di Franco Leonetti, giornalista-scrittore, tratto dall'esclusiva del sito



"eugeniosalvatorinews"...
Sconfitta immeritata per i bianconeri a Genova, contro i rossoblù. Se c’era una compagine che meritava la vittoria sul campo, questa era la Juventus. Ma sarebbe estremamente riduttivo e fuori luogo archiviare questa prova, dai tanti chiaroscuri, troppi in verità, con espressioni che si appellano alla malasorte, alle parate di Perin, o peggio al campo pessimo o al caso. La Juventus di Allegri, ha mostrato difetti e malfunzionamenti evidenti, a cui serve porre rimedio in fretta, sia in Champions che in campionato. Modulo. Serve un cambio di modulo immediato, Allegri non ha mai fatto giocare le sue squadre con l’attuale disegno tattico di provenienza contiana, ha sempre creduto nei 4 dietro, 3 in mediana, e poi la davanti si è costantemente giocato le sue carte a 3 o a due con un suggeritore dietro le punte, o ad albero di natale. Insomma, il mutamento tattico è basilare sin da subito, sia in Europa che in campionato. Ormai tutti conoscono gli automatismi juventini, si schierano specularmente e sanno come soffocare fonti di gioco e alternative. Un esempio, a Genova Gasperini ha agito come Simeone a Madrid, pressando alto non ha consentito alla Juve di ripartire palla al piede, obbligandola a lanci lunghi insistiti dalla propria tre quarti o con rilanci di Buffon che hanno creato un nulla di fatto. Servono correttivi immediati, è necessario che il tecnico vari, finalmente, la Juve di Allegri, con il suo calco tattico. Fino ad oggi non si è mai osservata, e il tempo corre. La sfida da dentro o fuori con i greci in Champions è dietro l’angolo. E non si può più sbagliare. Aggressività. La Juve aveva fatto di questa caratteristica un vero marchio di fabbrica, ora pare essersi dissolta con l’avvento del tecnico toscano. Pressare gli avversari, soverchiarli e ripartire con velocità ha reso la Juventus squadra da battere per un triennio e ciò la dice lunga. Sempre meno si vedono maglie bianconere strappare la sfera dai piedi avversari per ripartire e gli inserimenti dei centrocampisti si sono diradati in maniera esponenziale: in Europa essere aggressivi è basilare. Velocità. Senza questa requisito il gioco, già involuto per motivazioni tattiche, ristagna e non si sviluppa con fluidità. La Juventus sfoggia un giro palla lento, prevedibile, che la trasforma in una squadra normale. Se poi si accetta la baruffa sfoggiata dal Grifone al Ferraris, non giocando al calcio ma improntando la gara sulla confusione e la fisicità, allora diventa dura trovare il bandolo. La Juve deve trovare la modalità per far valere la sua statura tecnica sul campo, spesso superiore a tutte le altre contendenti. Saper Osare. Allegri pare svolgere il compitino senza mai voler stravolgere certe inerzie. In Europa bisogna osare, serve esser coraggiosi, mettere sotto l’avversario anche sotto l’aspetto psicologico, senza esibire nessun timore. Quello che appariva solo una complicazione della Champions, che molti citano come approccio e attitudine timida a quella competizione, ora appartiene anche al campionato. Con un Genoa che giocava con una sola punta, Pinilla, perché non passare a 4 dietro per implementare le bocche di fuoco là davanti e dare una sterzata definitiva al match, cercando la vittoria a tutti i costi? L’attendismo, il fatalismo non servono, la Juve non ha mai inanellato successi solo perché si chiama Juve. Si auspica, fortemente, maggiore decisionismo e voglia di osare, per far male all’avversario. Vidal. Il cileno è palesemente fuori forma, avulso dal contesto del centrocampo e senza nerbo, inutile schierarlo, facendo sì che racimoli prestazioni scarse su cui tutti puntano il dito, giustamente. Non si capisce perché il tecnico livornese insista su di lui in un momento come questo, come era già accaduto con Pirlo e come succede con Llorente. Che sì, si è sbloccato contro il Palermo, ma che ha come contraltare un Morata sfavillante che non può rimanere fuori, prova ne sia che quando entra sul prato, crea scompiglio nelle difese avversarie e fa la differenza. Asamoah, irriconoscibile rispetto allo scorso anno, è divenuto titolare anche complice l’infortunio di Evra, Giovinco, tonico e brillante in questa fase, meriterebbe qualche considerazione in più da parte del tecnico. Deve giocare chi è nel pieno della forma, a prescindere dai nomi altisonanti o meno. Difesa. Certi scricchiolii nel pacchetto arretrato sono una costante preoccupante, serve più concentrazione, sentire l’avversario con le buone o le cattive. L’attenuante c’è, gli infortuni hanno falcidiato il reparto, ma una rete da “polli” come quella di Antonini non si può subire, e per di più a tempo ormai scaduto. Tanti temi variegati, inutile nasconderlo. Ora ci si attende da Allegri correttivi necessari, attuati con rapidità. Sarebbe imperdonabile non metterli in pratica sin dal match di Empoli, prologo della sfida decisiva contro l’Olympiacos, partita da dentro e fuori. Va bene la testa del campionato in coabitazione, la forza della rosa e dei singoli, va bene l’ottimismo e il non fare tragedie per i punti perduti, ma la Juventus ha la necessità di svoltare subito a livello caratteriale e tattico per ripartire di slancio. La gente juventina vuole essere ancora protagonista, in Italia e all’estero. Franco Leonetti



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