C’era una volta il calcio in punta di indice (parte terza)

Scritta da Domenico il: venerdì 21 agosto 2015 - 07:54 47 nella categoria: Curiosità

Nel tempo il mio gioco si arricchi` di molti gadget, le classiche staccionate verdi, i palloni divennero piu` professionali e il numero delle squadre acquistate crebbe. Mi ricordo della prima, abbastanza inconcepibile, perche` uno avrebbe pensato all’Inter o a uno dei grandi club internazionali, oppure a una nazionale famosa.

Invece no, fu  Haiti, per un aspetto di fascinazione cromatica e per la rarita` della riproduzione, infatti in paese ne era arrivata in pratica solo una che sottrassi ad un mio amico che voleva a sua volta comprarla. I giocatori erano neri di pelle, le maglie rosse con i pantaloncini neri. Molto belli. Ma quello che mi mandava letteralmente in sollucchero era il portiere, che subito ribattezzai come quello della partita Italia-Haiti ai mondiali del 74, Francillon, una specie di gatto che seppure in modo non ortodosso paro` quasi tutto, tanto che a un certo punto quell’Italia al tramonto perdeva uno a zero.
 
La partita fini` poi 3-1 per gli azzurri ma l’innamoramento si ormai si era compiuto. Ho sempre avuto un amore sconfinato per i portieri, un ruolo al contrario, infatti si dice che sia per i pazzi, in un gioco di movimento che prevede l’uso dei piedi l’unico statico che puo` usare le mani e deve evitare i goal come scopo principale invece di segnarli. La scambiai poi, si perche` esisteva un mercato o un baratto tra gli appassionati, proprio con lo stesso amico a cui l’avevo soffiata da sotto il naso per un’altra squadra molto bella e mitica del mondiale 74, la Polonia (di cui ho  scritto in passato).
 
Andando oltre, la mia mania di replicare le formazioni delle grandi squadre si spingeva anche ai giocatori di movimento e nell’andare ad assegnare i numeri, con quei minuscoli adesivi, una cosa da orefice di precisione. Non vi dico i test di bilanciamento che feci ai giocatori in miniatura dell’Olanda per identificare il Profeta del goal ed assegnare il relativo numero. Scatti, sterzate, tiri da tutte le posizioni e calci piazzati, ci potevano volere delle ore solo per appiccicare dei numeri sulle piccole schiene dei calciatori e dare un nome a ognuno di essi, e un ruolo, s’intende. 
 
L’Olanda, appunto, la mia squadra personale di Subbuteo, perfetta ed intoccabile per gli altri, imbattuta nelle partite casalinghe dei tornei, questi piu` seri di quelli tiranneggiati da me sul mio campo con gli improbabili piccoli ospiti. In questo caso si trattava di veri e propri campionati con partite di andata e ritorno a casa dell’uno o dell’altro. 
 
La mia maglia “away” o la squadra che utilizzavo in trasferta era completamente bianca. Esatto si, quella dell’odiatissimo Real Madrid, ma vorrei puntualizzare che aldila` del fatto cromatico, l’eleganza fantastica del tutto bianco, non era il Real Madrid ad avermi ispirato, bensi` la squadra cattiva e molto vincente del campionato inglese, il Leeds United degli anni 70 di Don Revie, quello di Lorimer e dello squalo Joe Jordan. Particolarmente adatta nella mia mentalita` alle partite da lottare, quasi da combattimento a casa d’altri.
 
Ne ho avute tante altre di squadre, compresa l’inter ma queste due, nessuno oltre a me poteva toccarle e sono rimaste inalterate e senza “personalizzazioni” varie, a mia unica disposizione sino a che ormai grandicello ho abbandonato il gioco per occuparmi delle cose varie che cominciano ad attrarre i ragazzi in eta` da teenager. Insomma fuori dalla porta della mia stanza e aldila` delle staccionate del mio panno verde tutto un mondo cominciava a richiamare la mia attenzione.
 
Le personalizzazioni, cui accennavo, molti di noi ad un certo punto presero a ridipingere a mano alcuni  particolari sui giocatori, come ad esempio aggiungere le strisce sulle maniche delle miniature per rappresentare i modelli di certe marche (come Adidas) cambiare il colore dei pantaloncini per creare un abbinamento unico e assolutamente originale, dipingere i capelli di alcuni giocatori di biondo o le facce di taluni di nero per rinforzare il realismo delle differenze di pelle o pigmentazioni varie nella tale squadra dell’epoca etc. Non una grande genialita` perche` si andava a compromettere il design originale, quello che poteva poi rendere la tale squadra forse un giorno ricercata sul mercato dei collezionisti. Ma chi ci pensava a certe cose? Noi giocavamo e ci divertivamo un mondo.
 
Le miniature se avevano una caratteristica era quella di essere fragili e rompersi facilmente. E si faceva a gara a chi trovava la colla piu` resistente per una riparazione solida e quanto piu` invisibile possibile. Insomma un gioco completo, si andava dalla tattica al bricolage. Un universo meraviglioso, non so se riesco a renderlo per coloro che non lo hanno vissuto. Oltre al mio personale allontanamento “anagrafico”, del tutto naturale, il gioco stesso ha subito il passare del tempo. L’avvento delle produzioni a carattere industriale e le conseguenti modifiche sulle miniature per consentirne la fabbricazione e pittura da macchine, i vari cambi di proprieta` sino all’ultima, l’americana Hasbro che ne ha tentato il rilancio attraverso tutta una serie di  “innovazioni” e discutibili operazioni che ne hanno minato l’essenza, hanno contribuito a renderlo ormai un prodotto molto di nicchia con un mercato nel mondo di nostalgici, appassionati e collezionisti, non piu` di massa se mai lo era stato, amato dai ragazzi di tutto il mondo.
 
Aggiungiamoci anche l’avvento della elettronica ed il colpo letale sferrato da Playstation e simili, sfornano videgames con players praticamente uguali in tutto per tutto agli originali umani, movenze incluse ed il quadro del disastro e` presto fatto. Voi ce lo vedete un ragazzo nato dagli anni novanta in poi al cospetto di questo oggetto tutto manuale e originariamente fabbricato in modo artigianale? Eppure, parte tutto dal Subbuteo e dai suoi simili anche quello che e` successo dopo con i videogames, in fatto di simulazioni di calcio questo ne e` l’antesignano.
 
Meritava di esser ricordato o raccontato a chi non lo ha vissuto e ricordato a chi c’era gia`, a parer mio.
 
 
 
 



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RozziEugenio16
Ciao!!

rozzieugenio
Ciao a tutti!!

fabiettto
sono residente in Puglia... Posso iscrivermi regolarmente al club?

rozzieugenio
Ciao a tutti!! Come và?

Prof72
Ora mi sento parte integrante del club.finalmente mi sono iscritto per tifare con tutti voi.

sef1897
Saluti ...

Prof72
Ciao a tutti sono stato assente per un bel Po ma torno con piacere tra gli amici bianconeri.

rozzieugenio
Ciao a tutti!!

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